Home! Foro! Ensayos! Traduccion! Seminario! Grupo PYT ! Links
T r a d u c c i o n e s // Laboratorio Génova
 

 

Da Olivos, di Delfina Muschietti
(traducción Monica Burattini)

Con el apoyo del Programa Alban, Programa de becas de alto nivel de la Unión Europea para América Latina, n de identificación E03E08468AR / Supported by the Alban Programme, European Union Programme of High Level Scholarships for Latin America, identification number E03E08468AR

Se pueden consultar los originales de Olivos en español en el sitio www.lavozdelerizo.com

I Paraísos


Paraísos
1.


è arrivato il vento
anche se quest’autunno
sarà più mite,
dicono le previsioni:
un cielo pallido
raschia vecchie ferite
quelle nuove in attesa
si aprono fresche
vivide.

il dolore, si berrà
qui
senza questa bocca?
nel colore forte
della Santa Rita
cadendo senza sosta
sui muri a secco
di Olivos
e Villa Recchi
e quell’angolo
con il muro piegato
in glicini
della Roma di Pasolini,
fiorita
sempre oltre
ogni puntuale primavera?

nell’istante del sogno
l’occhio fuori fuoco
sulla schiena
nell’acqua del fiume
la luce puntinista del tramonto
a San Antonio:

“appena quindici giorni fa
non la conoscevo”

***

l’autunno questa domenica
Settimana Santa
finsettimanalungo
il suo odore indietro
si stringe
in splendore luminoso
il cielo
annuncia la sua fine di azzurro
la sua oscurità alle
cinque del pomeriggio
in stanze chiuse
le famiglie
devi stare ben ferma
per sopportare
l’imminenza del freddo
un braccio si tende
verso il costato
reggersi
anche se crepitassero le foglie
degli alberi e si muovessero
in differenti toni di giallo
verso il più pallido
l’odore duole
nel suo affinamento
quasi si tocca unico
questa respirazione all’eucaliptus
della siesta di autunno
che se ne va arde
per altri verdi
si aspetta fino a esausti
vedere che termina agosto
per tornare a sentire il petto
espandersi
nel ponte sopra la via del treno
il rampicante
quando si cammina per Olivos
inizi un’altra volta
a salire alto
torni a fiorire


***

in bicicletta per la via nuova
del Treno della Costa
ci arriva la spuma
nell’aria
l’azzurro forte del cielo
si distende
sul muraglione alto
di rampicanti
dove germogliano questi fiori
quasi trasparenti
le campanelle
fragili tenui lillà
il loro cuore aperto
nel fragore del verde
mentre passavamo
il pomeriggio veloce
guardavamo case
sogno di luce
che entra pulita
dai riquadri di vetro
intorno alla galleria
con pavimento a mosaico
come quello a Sant’Antonio
che vedemmo improvvisamente
girando quell’angolo


ritornello

I

ora il cartello del sogno
dice in banda nera
occultamento
quando suona il campanello
nella mattina di gennaio
sono le undici il sole cresce
straripato nell’aria limpida
il cielo perfetto senza nubi
quando suona il campanello
in primo piano antico
chiaro
ricordo indelebile
in qualche luogo anche se nessuno sapeva
si archivia minuzioso:
il viso che sorride s’inarca
la bocca appena aperta
sorprende così preciso il dettaglio
della scena la ferita aperta
segue sotterranea
il viso avanza implacabile
davanti al suono timbro di una voce
che arriva da lontano lungo
per il corridoio sale uno due scalini
di marmo segue attraverso i mosaici
arriva fino alla luce che irradia
andandogli incontro
compete con il sole che entra
attraverso i vetri gialli della hall
come dice la carta scoperta
più tardi
surprise - apparsa-
io, la Delfi

qualche metro più avanti
sposa adolescente cammino
stordita nel vuoto
senza sapere: lui mi schiva
volta trasparente
liquida dissolta la mia carne nell’aria
mentre fuori segue il rumore
pacifico della strada
dorato sotto la verde
coppa dei paradisi

II

ritorna ora
per lei (15 anni)
intrappolata nel trucco
della voce
attonite le due
come poté alla cieca
il padre o il figlio
la figlia o la madre,
chi parla se
si simula altro
finto
nella sua doppiezza amore
senza padrone
l’adulto gioca
si nasconde
apre due vie
va per due
nella voce unica
che assale
doppia testa
doppio cuore
due volte ragazzine
atterrate
scuotiamo la testa
perdute nel attonite
astonishment
in piena luce del giorno
le undici di una nitida mattina
d’estate l’apparizione
di ciò
dietro alle tele
mascherato e tuttavia
in qualche modo cieco
nel fondo della camera
degli occhi nell’estremo di qualche
parte saggia del corpo
senza volere
si sapeva


***
al padre fidanzato
il bambino (10 anni)
disse della donna
davanti alla donna:
“smetti di torturarla”

a suo padre
puntiglioso con aghi
nell’ossessione di mettere
ordine l’ordine
di smettere di torturare
lei
in un cambio della voce
quasi una piega protettore
il bambino
per la donna
complice
perduta davanti alla legge
arcaica irrazionale
che lei non sapeva
eseguire
seguiva l’estate un’altra volta
a Entre Rios
sotto gli alberi


***

ha detto Stephen Melville
che la promessa corre sempre
il rischio di essere una minaccia

quando resta gabbia
in quattro parole
macinato
velocissimo
lo zucchero dell’amore
se la promessa è diventata
taglio senza respiro
il dolore nel petto
solo si può vedere
si calma
filo velato di ragnatela
come dovrà terminare
quello che ora appare
aporia
no way
la sera dell’autunno
così anche eterna
senza agosto in vista
puro declinare l’ora
non si intravede
una trasparenza
futura
infermo chissà
sorprendentemente nuts, pazzo, foule
suddenly insane, malato, malade

cadavere sconosciuto
quando gli uccelli cantano
sconosciuto questo caso
minaccioso della promessa arrestata
a mezzo andare
in pieno brillio
lettere dorate flash della pensilina
repentinamente
spente




Página 1 / Página 2


 

Copyright (C) 2004 - Poesía y Traducción - info@poesiaytraduccion.com